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Ricerca Scientifica

Standard operativi

 

Antropozoa opera secondo una propria filosofia di intervento frutto di un processo formativo che unisce una formazione iniziale in Italia seguita da lunghi stage formativi di diverso orientamento svolti all’estero, soprattutto in Francia e in Canada.
A ciò si unisce una formazione culturale specifica ed approfondita nel campo delle scienze sociali, seguendo l’ottica della teoria sistemico relazionale.
Con tutto questo si amalgama un’importante conoscenza e costante pratica dell’educazione cinofila, oramai da svariati anni.
Nell’obiettivo comune condotto da noi e i nostri Partners Istituzionali e non (Università, Aziende Sanitarie, Enti Provinciali e Comunali) ci stiamo adoperando per costruire standard operativi che conducano ad un miglioramento in termini di validazione della materia.
La finalità di questo percorso è quella di strutturare un efficace modello operativo, che tenga da una parte conto delle difficoltà di oggettivazione intrinseca alle scienze umane, ma che si avvalga anche di una metodologia standardizzata, e quindi di una rilettura del processo che vede protagonista l’interazione uomo-animale, con una continua verifica dei risultati, in una cornice epistemologica definita.


Ambito pediatrico

Attività con gli Animali e Bambini Oncologici
“Incontri con gli Animali presso il Reparto di Oncoematologia” Azienda Universitaria A.Meyer

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CAGLIARI

Facoltà di Psicologia
Corso di Laurea in Psicologia
Presentata da
Federica Pecoraro

Anno Accademico
2005-2006

ABSTRACT
Il presente studio si pone l’obiettivo di valutare se la presenza dei cani in ospedale
influenzi positivamente lo stato emozionale del bambino malato cronico e si propone di
verificare il livello di approvazione nei confronti dell’iniziativa, da parte dei bambini
oncologici ricoverati, dei rispettivi genitori e del personale sanitario del reparto..
Dalla tesi è emerso che l’interazione col cane influenza lo
stato emozionale del bambino, ed emerge che il livello di comfort che il bambino sperimenta, è maggiore in presenza del
cane e che i bambini descrivono più frequentemente il contesto come positivo dopo
aver giocato con il cane, rispetto a quando il cane non c’è.

In definitiva, gli obiettivi che si sono stabiliti e la verifica del loro raggiungimento
suggeriscono che il miglioramento del tono dell’umore sia correlabile allo svolgimento
dell’attività assistita con il cane.
Anche per quanto riguarda l’ipotesi di un buon livello di gradimento da parte dei
bambini, dei loro genitori e del personale sanitario, i risultati ottenuti dai questionari
auto-somministrati confermano le aspettative.
L’aumento delle interazioni sociali, dell’interesse ed il miglioramento dell’umore è
testimoniato anche dai dati ottenuti attraverso i questionari dei genitori e degli operatori
sanitari, i quali dichiarano che l’attività contribuisce a creare un clima di lavoro più
sereno e maggiormente collaborativo.

Valutazione dell’efficacia dell’“Attività con gli animali” sul distress del bambino sottoposto a prelievo di sangue

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FIRENZE
Facoltà di Psicologia
Corso di Laurea in Psicologia

Relatore
Prof.ssa Chiara Bencini

Presentata da
Silvia Zagni

Anno Accademico
2003 – 2004

ABSTRACT

Introduzione
All’ospedale pediatrico A. Meyer di Firenze dal 2002 è iniziato il Progetto “Incontri con gli Animali”: i protagonisti dell’iniziativa sono dei cani che vengono condotti nei reparti al fine di creare momenti di incontro con i bambini. Si tratta di una particolare forma di pet therapy, ovvero la Attività Assistita con gli Animali (AAA). È stato dimostrato che la presenza di AAA aiuta le persone a superare momenti di ansia e difficoltà.
All’interno dell’ospedale il prelievo di sangue è una delle procedure invasive e dolorose che i bambini temono; in occasione di eventi ansiogeni, uno degli ormoni che si innalza rapidamente nel flusso sanguigno è il cortisolo.
Il presente studio preliminare intende valutare se l’AAA svolta all’interno dell’ospedale può essere di supporto per il bambino che deve effettuare il prelievo di sangue nel controllare dolore e distress.

Valutazione dell’efficacia dell’attività di assistenza con gli animali nell’ospedale “A. Meyer”: una ricerca osservazionale

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FIRENZE
Facoltà di Psicologia
Corso di Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità

Relatore
Prof.ssa Rosapia Lauro-Grotto

Presentata da
Valeria Noceti

Anno Accademico
2003 – 2004
Sessione estiva

ABSTRACT

Introduzione
Nelle strutture sanitarie moderne, specialmente nei grandi centri pediatrici, si è oramai consolidato l’interesse nei confronti dei bambini degenti e dei disagi psicosociali che complessivamente sperimentano durante la permanenza in ospedale. Attraverso programmi ed attività di supporto specifici si tenta quotidianamente di contenere tali disagi per far sì che il ricovero non venga vissuto dal piccolo paziente quale evento traumatico e disorientante.
Nel 2002 all’Ospedale Pediatrico “A. Meyer” è stato intrapreso il progetto di sostegno “Incontri con gli animali”, coordinato dall’associazione Antropozoa, la quale si occupa dell’inserimento di cani addestrati nei reparti pediatrici come supporto ai bambini ricoverati.
L’obiettivo di questa tesi è stato quello di valutare, tramite una ricerca con disegno quasi sperimentale, il grado di interazione tra bambini degenti ed animali e di verificare se vi siano differenze di comportamento relative alle caratteristiche personali e situazionali dei bambini ricoverati.

 

Ambito Geriatrico

Attività Assistite da animali nella demenza:
risultati di uno studio preliminare in RSA

Facoltà di medicina e Chirurgia
Dipartimento di Area Critico Medico Chirurgica
Unità Funzionale di Gerentologia e Geriatria

Scuola di Specializzazione in Geriatria

Tesi di specializzazione
D.ssa A. PeruzziRelatore
Prof. N. Marchionni

Correlatori.
Dott. E. Mossello
D.ssa C. Cavallini

ABSTRACT

ATTIVITÀ ASSISTITE DA ANIMALI NELLA DEMENZA: RISULTATI DI UNO STUDIO PRELIMINARE IN RSA
Peruzzi A, Mossello E, Mugnai F, Cavallini MC, Ridolfi A, Ciotti , Cetica C, Simoni D, Marchionni N, Masotti G.
1 Unità Funzionale di Gerontologia e Geriatria, Dipartimento di Area Critica Medico Chirurgica, Università degli Studi di Firenze e Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Firenze
2 Associazione Antropozoa Onlus
3 Corso di Laurea in Psicologia, Università degli Studi di Firenze

Pubblicato in Neuropsichiatria Geriatica Anno3 -N 3/2007

Scopo dello studio. I sintomi psicologici e comportamentali rappresentano uno dei principali problemi assistenziale nei pazienti affetti da demenza in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). Oltre alle terapie farmacologiche, che hanno limitate prove di efficacia ed un elevato rischio di effetti avversi, esistono strategie terapeutiche non-farmacologiche. Tra queste si annoverano le attività assistite da animali (AAA), i cui effetti nella demenza sono stati scarsamente studiati fino ad oggi. Scopo dello studio è quello di valutare gli effetti di un approccio basato su AAA sullo stato psicologico e comportamentale di anziani con demenza in RSA.
Soggetti e metodi. Sono stati arruolati 8 soggetti, affetti da demenza moderata-grave, residenti in RSA, sottoposti 4 volte alla settimane per 4 settimane ad AAA. Prima dell’intervento, immediatamente dopo l’intervento e a distanza di due settimane è stata effettuata una valutazione psicologico-comportamentale (Neuropsychiatric Inventory, Cohen-Mansfield Agitation Inventory Cornell Scale for Depression in Dementia). Sono state inoltre effettuate osservazioni dirette dello stato affettivo tramite la Apparent Affect Rating Scale (AARS), dei comportamenti agitati tramite la Agitated Behaviors Mapping Instrument (ABMI) e del comportamento motorio mediante una check-list appositamente costruita. Tali osservazioni sono state condotte durante le sedute di AAA, durante la relazione con l’educatore della RSA (AEd) e durante l’attività spontanea dell’ospite (ASp).
Risultati. Non si è osservata nessuna significativa modificazione degli indici complessivi della valutazione psicologico-comportamentale. Dall’osservazione diretta delle sedute di AAA emerge un significativo miglioramento dello stato emozionale, sia rispetto a AEd che a ASp: particolarmente si è osservato un incremento dell’emozione “piacere” (AAA vs. ASp: p<0.001; AAA vs. AEd: p=0,019). Si è inoltre osservato un significativo incremento del comportamento motorio (AAA vs. ASp: p<0,001; AAA vs. AEd: p=0.007). Durante la AAA si è inoltre registrata una riduzione dell’attività motoria aberrante rispetto a ASp (p=0.047), sovrapponibile a quanto registrato durante AEd.
Conclusioni. In questo studio preliminare su anziani con demenza moderata-grave in RSA, una AAA ha indotto un miglioramento dello stato emozionale e un incremento del comportamento motorio rispetto alle attività usualmente svolte.