di Francesca Mugnai
Spesso gli animali domestici entrano nelle cause di separazione e di divorzio, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Non come semplice “dettaglio logistico”, ma come parte viva del conflitto. Sempre più spesso, infatti, si parla di animali di fronte a separazioni e divorzio, ad affidi andati male perchè la coppia non ha proseguito la propria strada insieme. Tutto ciò dimostra quanto il ruolo dell’animale all’interno della famiglia sia cambiato.
Un cane, un gatto, non sono “cose” da dividere: sono legami. E come tutti i legami, finiscono dentro le dinamiche emotive della coppia. Quando una relazione si incrina, l’animale diventa talvolta terreno di scontro, simbolo di affetto conteso, oppure vittima collaterale. Non è un caso che nelle separazioni e nei divorzio emergano sempre più frequentemente questioni legate agli affidi degli animali.
Lo è quando respira l’atmosfera della casa, assorbe tensioni, cambiamenti, silenzi. Anche lui vive ansia, comportamenti regressivi, stress, segnali di disagio che vanno anticipati, colti, affrontati. In questo senso, parlare di animali e separazioni significa anche riconoscere il loro coinvolgimento emotivo nei passaggi più delicati della vita familiare.
Sono anche numerosi i casi di animali abbandonati nei canili perché, nella nuova dinamica familiare, nessuno se ne vuole occupare o perché con la nuova vita non è compatibile. È una forma di abbandono che nasce non da crudeltà esplicita, ma da impreparazione. Ed è spesso l’esito più amaro di separazioni e divorzio gestiti senza una reale assunzione di responsabilità verso gli animali.
Un animale non dovrebbe mai essere una risposta a un vuoto o a una fragilità di coppia. Non è un collante, non è un rimedio: è una responsabilità. E come tale richiede un contesto sufficientemente stabile o almeno consapevole delle proprie crepe. Anche il tema degli affidi dovrebbe essere pensato prima, non solo quando emergono conflitti.
Prima di accogliere un animale in famiglia, bisognerebbe porsi delle domande importanti: siamo in grado di prendercene cura insieme, anche nei momenti difficili? Cosa succederebbe se la nostra relazione cambiasse? Chi se ne occuperebbe davvero? Domande che diventano cruciali proprio quando si intrecciano animali, separazioni e divorzio.
Sono riflessioni che si devono affrontare anche con il supporto di professionisti: psicologi delle relazioni familiari, consulenti esperti nel rapporto uomo-animale. Un confronto che può aiutare a prevenire conflitti e a gestire in modo più consapevole anche eventuali affidi.
Perché un animale porta gioia, affetto, presenza. Ma chiede in cambio una coerenza affettiva, di relazione e di cura. E anche questa coerenza, non si improvvisa.